L’interesse suscitato nei nostri lettori attraverso lo speciale “Pranoterapia e Bioenergia” ci ha indotto ad approfondire ulteriormente l’argomento. Nella cellula troviamo la base della vita e la sua azione è di tipo bio-elettro-magnetico. Bio perché è composta da sostanze viventi. Elettro perché senza l’energia necessaria non potrebbe esserci la vita all’interno della cellula (nelle cellule animali e vegetali è presente una certa carica elettrica con un potenziale di 70 millivolts). Il lavoro della cellula è di tipo chimico e la sua carica elettrica genera (per le note leggi della fisica) un campo magnetico. La parte più importante della cellula è il nucleo che rappresenta l’elemento dirigente e presiede alle direttive della cellula stessa.
Nel nucleo è presente un composto chimico denominato DNA. Il DNA ha una vivida memoria ed esiste in tutte le cellule viventi. La cellula è la parte più piccola dell’organismo. Anche un uovo di gallina è una cellula ma di grandissime dimensioni all’interno della quale è presente una carica elettrica in continua variazione, verificabile con strumenti atti a rilevare le variazioni di micro e millivolts. Con sofisticate apparecchiature è anche possibile misurare il campo magnetico e le sue variazioni.
Quindi, dove esiste un tessuto cellulare, esistono dei campi magnetici (biomagnetismo) generati dal lavoro della cellula. I campi magnetici esterni possono interferire sull’equilibrio elettromagnetico cellulare. In Italia il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) compie da anni ricerche sul biomagnetismo. Anche in un organo ammalato si rilevano delle anomalie nei campi elettromagnetici. Fino a qualche anno fa molti medici scettici ironizzavano e parlavano di superstizione nell’apprendere che in passato vari disturbi si curavano mettendo una calamita nelle vicinanze del paziente.
Oggi invece sono state progettate apparecchiature che generano i campi magnetici e che vengono usate in molti ospedali e cliniche (la magnetoterapia). Anche secondo alcuni scienziati la riflessologia e l’agopuntura (di cui ci occuperemo nei prossimi speciali) agiscono sfruttando i campi elettromagnetici presenti nel corpo. Queste terapie agiscono su punti energetici particolari, in grado di trasformare le cariche elettromagnetiche dell’organismo.
Questo mutamento porta ad un riequilibrio non solo di tipo magnetico, ma anche biologico promuovendo la variazione di alcune sostanze chimiche. Anche in Italia vengono venduti nelle farmacie piccoli cerotti magnetici che si applicano sul corpo. La loro azione curativa (di tipo magnetico) si ricollega alle antiche conoscenze della magnetoterapia in uso in tutti i paesi del mondo e della quale Paracelso prima e Mesmer dopo furono i precursori.
Tutto ciò è molto valido ma ci si sta orientando nuovamente verso il sistema di cura allopatico (cura della malattia mediante rimedi contrari). La pranoterapia ed il biomagnetismo, invece, utilizzano il vero e puro magnetismo biologico servendosi solo di un’ apparecchiatura composta da cellule viventi. Infatti Mesmer curava alcuni suoi pazienti legandoli ai tronchi degli alberi: l’albero, l’animale e l’uomo possiedono il vero magnetismo biologico.
Sabrina Parsi
Articolo pubblicato sul quotidiano “Italia Sera”
del 29 aprile 2003
L’UOMO E’ LA MENTE DEL SUO UNIVERSO CELLULARE
Il nostro corpo è formato da miliardi di cellule ed ognuna di esse è un essere vivente a se stante: comunica con il mondo esterno, immagazzina informazioni, ragiona, pensa e vive coscientemente. Ogni cellula è specializzata in una sua funzione, programmata per svolgere un compito specifico. Le cellule non sanno di far parte dell’uomo, ma forse alcune tra le più evolute ipotizzano l’esistenza di un Dio immenso ed inconoscibile, così come noi piccolissimi esseri umani ci rivolgiamo ad una mente cosmica o ad un Padre che sta nei cieli.
L’uomo è la mente del suo universo cellulare ed ha il potere decisionale del bene e del male su di esso. Quante volte ci comportiamo come despoti nei confronti del nostro corpo? Quando introduciamo nell’organismo un cibo tossico e partoriamo pensieri atti a creare stress o tensione, uccidiamo, ammaliamo o mettiamo in crisi milioni di cellule. In questo modo usiamo il nostro libero arbitrio per danneggiare una parte del nostro universo, facendo soffrire degli esseri viventi: le cellule.
Pensiamo per un istante alle nostre cellule quando il fumo di una sigaretta arriva sino ad esse: assisteremmo ad uno spettacolo orrendo. Le cellule boccheggiano, secernono una sostanza gelatinosa (il muco) per proteggersi, ma alcune muoiono. Anche l’alimentazione è di estrema importanza in quanto ogni alimento è un corpo biomagnetico che ha assimilato dalle forze cosmiche precise vibrazioni. Ci sono cibi che accrescono le forze interne e potenziano il biomagnetismo mentre altri lo diminuiscono.
Gli alimenti che intasano l’affluire dell’energia vitale ed abbassano la vibrazione magnetica sono principalmente quelli di origine animale. L’uomo arcaico attraverso l’intuito, che a livello animale viene chiamato istinto, percepiva le vibrazioni positive emesse dal cibo e distingueva ciò che gli faceva bene da ciò che invece lo danneggiava. Inoltre è opportuno ricordare sempre che non è la quantità, ma la qualità dei cibi che conta insieme all’atteggiamento mentale. Mangiare un cibo genuino e, nello stesso tempo, nutrire pensieri negativi vuol dire avvelenare quel cibo.
Sabrina Parsi
IL RITMO E’ IL SISTEMA SOTTILE DELL’UNIVERSO
Tutta la vita è ritmica. Dal sorgere e tramontare del sole, al sollevarsi ed abbassarsi del nostro respiro, dal battito del nostro cuore alle infinite vibrazioni delle particelle atomiche all’interno delle nostre cellule. Siamo una massa di vibrazioni che risuonano insieme come in un unico sistema. Tutte le vibrazioni sono movimenti ondulatori attraverso lo spazio ed il tempo. Ogni forma ondulatoria possiede un ritmo caratteristico che descrive la frequenza dell’innalzarsi e dell’abbassarsi delle onde.
La risonanza è la sincronizzazione degli schemi vibrazionali in cui le onde oscillatorie tendono a stabilizzarsi quando sono sulla stessa lunghezza d’onda. Quando ascoltiamo un coro di voci o un gruppo di suonatori di tamburo siamo immersi in un campo di risonanza che fa vibrare ogni cellula del nostro corpo. Questo campo influenza le più sottili vibrazioni della coscienza: proviamo piacere nel percepire un senso di espansione e di unione ritmica con la frequenza della vita. Entriamo in risonanza ancora più profonda quando danziamo o ci muoviamo ritmicamente al suono della musica.
L’allineamento ritmico delle varie frequenze all’interno del nostro corpo e della nostra coscienza forma una vibrazione coerente e centrale. Lo sperimentiamo quando ci capita una buona giornata: ci sembra di essere in armonia con ogni cosa (come se non perdessimo neanche un battito), ci sentiamo bene nella nostra pelle e gli altri si trovano a proprio agio in nostra compagnia. Siamo in sincronia con il ritmo dell’universo. In altri giorni, quando ci sentiamo come se non ci riuscisse di fare nulla di buono, siamo fuori sintonia.
La comprensione dei principi della vibrazione e della risonanza diventa uno strumento per riassestare il nostro ritmo esistenziale. Infatti, poichè la risonanza richiede una certa uniformità di flessibilità e di tensione, anche nei nostri corpi è necessario che vi sia sufficiente flessibilità per risonare a frequenze differenti e mantenere tuttavia sufficiente tensione per creare uno schema ripetitivo. Lo stato di risonanza all’interno del corpo/mente è garanzia della nostra salute e vitalità. Quando non siamo in grado di risonare con il mondo che ci circonda non possiamo collegarci ad esso. Conseguentemente non siamo in grado di espanderci, rispondere o ricevere: quindi ci isoliamo e ci ammaliamo.
Potremmo quindi dire che per aprirsi alla risonanza universale occorre essere collegati alla terra per stabilizzare la forma (il corpo) e, nello stesso tempo, restare aperti alle vibrazioni più sottili che procurano morbidezza e flessibilità. L’idea di ritmo e di danza viene spontanea alla mente quando si cerca di immaginare i flussi di energia che movimentano l’universo e che hanno ispirato anche la fisica moderna. Infatti la fisica moderna ci ha mostrato che movimento e ritmo sono proprietà essenziali della materia, coinvolta sia sulla terra che nello spazio esterno in una danza cosmica.
Infatti ogni suono è un’onda con una determinata frequenza che cambia al variare del suono stesso: le particelle sono anche onde con frequenze proporzionali alle loro energie. Secondo la teoria dei campi, è proprio vero che ciascuna particella “canta perennemente la sua canzone” producendo configurazioni ritmiche di energia in forme dense e tenui. I mistici orientali hanno una visione dinamica dell’universo, simile a quella della fisica moderna e, di conseguenza, non sorprende che anch’essi abbiano usato l’immagine della danza per comunicare la loro intuizione della natura.
Inoltre tutti sappiamo che un suono è all’origine del creato. Ne parlano le sacre scritture orientali (le Upanishad). All’inizio vi era il suono che vibrava come OM e tutto nacque da quello. Ne parla il Vangelo in cui si legge: “in principio era il Verbo (o Logos)”. Anche la scienza parla di un suono da cui tutto proviene. Poiché la lingua ufficiale della scienza è l’inglese, l’OM ed il Verbo sono diventati “Big Bang”, il grande botto. Esiste quindi un suono da cui derivano tutti gli altri suoni, vibrazioni e quindi manifestazioni di vari piani della creazione.
Anche il mantra ( termine sanscrito dell’antica lingua indiana) significa “parola o suono di grande potere evolutivo”. Infatti la parola è un suono derivante dall’unione di altri suoni (vocali e consonanti): esprime la vibrazione dell’oggetto cui si riferisce, concreto o astratto che sia. Ogni parola ha dunque un potere intrinseco e produce una precisa reazione. Il mantra è esattamente questa cosa, la vibrazione dell’oggetto significato, con una frequenza idonea per trasformare il mondo interiore dell’uomo popolato di pensieri e sentimenti spesso causa di instabilità. La medicina ayurvedica ha da sempre utilizzato le proprietà terapeutiche della musica. Ancora oggi i monaci buddisti cantano i mantra ripetendo il suono dell’OM. Nella Bibbia si legge che Davide riuscì a liberare il re Saul dalla depressione e dai suoi attacchi d’ira con il suono dell’arpa.
Sabrina Parsi
Articolo pubblicato sul quotidiano “Italia Sera”
dell’8 luglio 2003
IL SIMBOLISMO E’ UN LINGUAGGIO UNIVERSALE
Il tema della “simbologia” suscita due diversi atteggiamenti. Da una parte c’è chi ritiene che la simbologia sia argomento arcaico riservato ad una ristretta élite di studiosi. Agli antipodi c’e chi sostiene che la simbologia sia la vera chiave per comprendere il mondo. L’uomo ha bisogno di simboli per afferrare ciò che altrimenti non sarebbe rappresentabile. E’ facile dimostrare come la sfera simbolica sia in realtà penetrata nell’ambito del linguaggio quotidiano.
Il simbolismo si nasconde anche nell’ossessivo diluvio di immagini della pubblicità, nelle parole, nei segni della politica, nelle parabole della religione, nelle icone di culture lontane e primitive, nelle tradizioni giuridiche, nelle opere artistiche, nelle poesie e nelle figure storiche: la fede nuziale, la croce, la bandiera nazionale, le luci del semaforo, la rosa rossa, l’abito nero da lutto, la candela sulla tavola festiva. Innumerevoli cose, gesti, idee e modi di dire collegano pensieri e significati che alludono a qualcosa che va al di là della sua pura forma esteriore.
Anche i computer si avvalgono di simboli che però non fanno riferimento ai sistemi di pensiero ed alle strutture intuitive del passato ma ad un ordine artificiale, che non è più immediato, bensì deve essere appreso. Attraverso gli insegnamenti di Carl Gustav Jung la psicologia ha acquisito alcune conoscenze per mezzo delle quali ammette l’esistenza di un patrimonio comune di forme originarie (archetipi), utile strumento per la “lettura” del pensiero simbolico. L’archetipo è una composizione di immagini ed esperienze unite insieme da un tema comune.
Riconoscere il significato archetipo dei simboli conduce in un contesto spirituale più ampio. Acquisiamo una maggiore capacità di comprensione e siamo in grado di riconoscere con maggiore precisione chi siamo, qual’è il nostro compito e come attrarre le cose che ci sono necessarie per poter realizzare quello scopo. Inoltre scoprire da quali archetipi siamo influenzati ci aiuta a comprendere il nostro livello di percezione ed a modificare i nostri comportamenti.
Anche nella cultura tibetana la struttura dell’intero universo e della persona umana viene rappresentata simbolicamente da un diagramma geometrico conosciuto con il nome di “mandala”. Si tratta di un insieme di simboli su cui si basa il processo di visualizzazione e per questo è stato definito “psico-cosmogramma”. Il mandala è la raffigurazione delle energie che governano l’esistenza operando nel cosmo e negli esseri senzienti a livello fisico e psichico.
La sua funzione consiste dunque nella rappresentazione ideale dei rapporti che esistono tra l’universo e la mente dell’uomo. Il mandala favorisce la concentrazione della mente ed è uno strumento di meditazione con cui si ritrova l’unità della coscienza e si scopre il principio ideale delle cose, annullando quella pluralità dualistica in cui si dibatte la nostra psiche. Il mandala è dunque un cerchio che delimita uno spazio fisico ma è anche rappresentativo di uno spazio mentale in cui il praticante compie un percorso: il cammino interiore verso l’elevazione di coscienza al termine del quale giungerà all’illuminazione (al Divino).
Il mandala è formato da tre cerchi protettivi. Partendo dall’esterno troviamo un cerchio di fiamme la cui forza catartica depura ed allontana chi non è ancora maturo per affrontare il percorso. Un secondo cerchio (vajra) simboleggia la determinazione della mente concentrata ed allontana colui che, pur avendo osato superare la prima barriera, non ha ancora purificato la volontà. Il terzo è un cerchio di petali di loto che simboleggia la purezza di cuore come base per tutte le virtù (disposizione d’animo necessaria per chi si sta avvicinando al proprio centro).
All’interno del mandala vi è un quadrato con quattro porte aperte situate ai quattro punti cardinali. Il fatto che siano aperte significa che il Dharma-Dottrina accoglie tutti i ricercatori della verità. Nel cuore di questo quadrato è contenuto un cerchio che esprime l’unità tra cosmo e psiche.
Sabrina Parsi
Articolo pubblicato sul quotidiano “Italia Sera”
del 22 luglio 2003
L’ AGOPUNTURA
L’agopuntura rientra fra le terapie “unificatrici” in cui ritroviamo il concetto che il corpo umano forma un tutto assolutamente integrato con il cosmo. E’ una tecnica antichissima nata in Cina intorno al 5000 a.c. (la leggenda dice 12000 anni fa) ed è, insieme con le erbe, uno dei cardini della medicina taoista. Il trattamento consiste essenzialmente nel ristabilire un equilibrio energetico fra l’organismo e l’ambiente e fra l’organo malato e l’insieme del corpo. Un agopuntore tiene in considerazione anche la stagione in corso per valutare lo stato energetico del paziente e le influenze di tale stagione sui vari organi.
Il medico cinese anziché uccidere un microbo risale alla causa che lo ha reso bruscamente aggressivo. Infatti attraverso una diagnosi accurata l’agopuntore deve essere in grado di riconoscere la presenza di uno squilibrio in difetto o in eccesso e di collegarlo all’organo o agli organi implicati. Tutti possono verificare come, durante il manifestarsi di alcuni disturbi, alcune aree del corpo diventino più sensibili di altre. Dall’analisi di questi punti, collegati tra loro da linee immaginarie, gli antichi guaritori cinesi disegnarono sul corpo percorsi ben definiti.
Lungo questi canali (meridiani) scorre il flusso dell’energia e della forza vitale (Qi). I meridiani, distribuiti in modo simmetrico su tutto il corpo, sono collegati tra loro fino a formare una rete. Quando un organo è malato lo squilibrio energetico si manifesta lungo tutto il meridiano interessato e può determinare disturbi che riguardano zone del corpo che apparentemente non hanno nulla in comune e sono lontanissime dall’organo in questione. I trattati di agopuntura descrivono diverse centinaia di punti che corrispondono a numerosi disturbi.
In particolare si distinguono dodici meridiani principali che prendono il nome da organi o funzioni specifiche cui sono collegati: polmoni, pericardio (maestro del cuore), cuore, milza-pancreas, fegato e reni sono considerati yin; intestino tenue, intestino crasso, triplice riscaldatore (non ha corrispondente nella medicina occidentale: regola i cambiamenti di temperatura del corpo e trasferisce il calore ed il qi da un organo all’altro), stomaco, vescica biliare, vescica urinaria sono considerati yang. Vi sono poi altri meridiani detti straordinari che non sono collegati ad organi o funzioni del corpo.
Tra questi sono fondamentali: il vaso concezione (Ren), il vaso governatore (Du) che hanno rispettivamente la funzione di regolare i meridiani yin e yang ed il vaso cintura (Dai Mai o Tai Mo) che coordina a livello di cintura i meridiani dello stomaco, reni, milza, vaso concezione, vaso governatore. L’agopuntura consiste nell’inserire gli aghi in determinati punti del corpo per riportare l’energia al suo livello ottimale. A seconda del punto che viene prescelto e del modo in cui viene stimolato, l’energia sarà tonificata, dispersa, utilizzata per collegare le parti del corpo interne con quelle esterne, oppure fatta defluire.
I punti fondamentali sono disposti lungo i canali secondo un ordine di successione ben definito. L’azione del terapeuta su di essi produce un effetto ben determinato su un organo o su una funzione. Altri sono chiamati punti extra (per esempio quelli dell’orecchio che vengono utilizzati nella auricoloterapia). L’agopuntura ha acquisito un certo numero di adepti fra i medici occidentali, i quali hanno saputo comprendere ed adattare ai propri pazienti il vasto simbolismo orientale.
L’agopuntura viene principalmente utilizzata, per lo meno in occidente, per forme artritiche e reumatiche, per il controllo del dolore (si ottengono buoni risultati nel caso di nevralgia del trigemino, sciatica, mal di testa), per le malattie da raffreddamento (tosse, asma, pleurite, ecc.), per nausea, dolori addominali, vomito e stitichezza (si ottengono risultati soddisfacenti senza bisogno di ricorrere a farmaci che, a lungo andare, possono produrre effetti collaterali), per i disturbi mestruali, nei disturbi psicologici ed emotivi (depressione, ansia, insonnia).
Dal punto di vista scientifico non si è ancora trovata una spiegazione perché l’agopuntura risulti efficace. Non vi è però dubbio che si ottengano risultati concreti: ha sicuramente un effetto neurofisiologico, neurochimico e sulla microcircolazione.
Sabrina Parsi
Articolo pubblicato sul quotidiano “Italia Sera”
del 5 agosto 2003
LA MEDICINA ASTROLOGICA
Da tempi immemorabili la malattia è parte della vita e gli uomini non hanno soltanto sviluppato teorie per spiegare la sua eziologia, ma anche varie tecniche per la sua prevenzione, per alleviare il disagio e per curare. Ogni società ha catalogato interpretazioni specifiche della malattia e della salute. L’uomo primitivo era convinto che le malattie fossero dovute all’influenza di anime malvagie, di magie e di incantesimi. Gli antichi ebrei consideravano la malattia come espressione della collera divina. I cinesi affermano che la malattia sia un disequilibrio fra le due forze yin e yang ed i cinque elementi.
Gli indiani ayurvedici vedono la malattia come una proporzione impropria di vayu, pitta e kapha. Nella società tibetana l’interpretazione della malattia ed il suo trattamento si ricongiunge agli insegnamenti generali del Buddha. Nell’ambito di una letteratura oroscopica individuale lo zodiaco, come rappresentazione della realtà esterna, offre un’interpretazione in chiave biologica, interessanti spunti ed utilissime informazioni sul funzionamento psicofisico dell’uomo considerato, oltre che nella globalità, anche in rapporto all’ambiente che lo circonda.
Millenni di esperienza empirica consentono oggi allo studioso di delineare, con sufficiente precisione, importanti particolari del “soggetto esaminato”: le caratteristiche psicologiche, il temperamento, le sue predisposizioni verso determinate disfunzioni organiche, le zone anatomiche più vulnerabili. Inoltre sarebbe possibile identificare, con un buon margine di successo, le patologie derivate da tare genetiche e, in collaborazione con il medico, suggerire il momento migliore per la somministrazione di determinati farmaci o per gli interventi chirurgici.
La possibilità di intervenire positivamente sulla salute dell’uomo con l’aiuto dell’astrologia era conosciuta sin dai tempi remoti, ma soltanto recentemente gli astrologi hanno riscoperto questa branca dell’astrologia andando alla ricerca degli antichi testi che parlano della diagnosi e della cura delle malattie. Si sono trovate, però, soltanto note frammentarie che, attingendo principalmente da fonti egizie, descrivono alcune analogie del corpo con segni e pianeti, il modo ed il momento più adatto per curare le malattie in rapporto all’oroscopo individuale.
Infatti questa scienza era di totale dominio degli egiziani: vi sono miti che parlano del dio Thot cui si fa risalire la paternità delle arti e delle scienze, compresa quella di curare e guarire gli ammalati con l’ausilio dell’astrologia. Importanti documenti sono costituiti dai papiri egiziani consultabili al British Museum di Londra. Un altro testo prezioso per la serietà della documentazione è l’Astrologie Grecque del francese Bouchè Leclerq. Rimettere insieme le tessere di un simile mosaico ha presentato serie difficoltà. La prima è stata quella relativa alle attribuzioni delle diverse parti del corpo ai dodici segni zodiacali. Si giunse alla soluzione dell’enigma relativo al meccanismo di base, cui faceva riferimento l’accoppiamento organo-segno, attraverso l’iconografia d’origine egiziana con l’uomo in posizione eretta circondato da simboli zodiacali.
La disposizione anatomica proposta dagli egiziani era vicina alla realtà. Infatti più tardi, sostituendo l’immagine eretta con quella di un neonato in posizione fetale, le parti anatomiche combaciarono perfettamente con quelle zodiacali. Sistemando l’immagine di un feto nello zodiaco se ne è constatato il perfetto inserimento ed il preciso accordo con quanto la tradizione ci ha tramandato: mettendo la testa in corrispondenza di Ariete, i piedini che toccano la fronte cadono in Pesci, mentre la nuca ed il collo si trovano in Toro, le spalle in Gemelli, il petto in Cancro, il cuore in Leone, alla Vergine corrisponde il ventre, alla Bilancia i reni, allo Scorpione i genitali, al Sagittario le cosce, in Capricorno finiscono le ginocchia, mentre le caviglie con il cordone ombelicale sono all’altezza dell’Acquario.
Attraverso questo criterio si approfondirono studi sull’embriologia con risultati incoraggianti. Così come dallo stesso simbolo astrologico è possibile estrapolare una serie interminabile di significati e valori analogici, altrettanto accade per l’embrione umano. Se esaminiamo i segni in base all’elemento cui appartengono si possono osservare le funzioni e gli organi che essi governano.
I segni di terra governano gli organi adibiti alla conservazione nel tempo degli elementi vitali e fungono da luoghi di riserva per diverse sostanze (l’elemento terra simbolizza la conservazione, l’accumulo, la stabilità, la resistenza e la concentrazione): il Toro governa, oltre alla nuca ed al collo, alcune ghiandole endocrine come la tiroide e la paratiroide che consentono all’organismo di mantenere l’equilibrio metabolico e le ovaie che conservano nel tempo le cellule germinali riproduttive femminili per la conservazione della specie. La Vergine governa i visceri.
Tra questi il fegato che ha come compito anche la conservazione di alcune sostanze vitali come il glucosio, il glicogeno, le vitamine e gli oligoelementi. Il Capricorno governa le ginocchia e lo scheletro osseo. In quest’ultimo si depositano calcio e sali inorganici dai quali dipende la calcemia del corpo (quando in un tema più di tre pianeti occupano i tre segni di terra c’è il rischio di un eccesso di staticità e coesione). Gli organi dei segni di fuoco hanno in comune il compito della produzione di energia (l’elemento fuoco simbolizza l’energia dinamica e cinetica, governa le parti del corpo e gli organi con proprietà rigeneratrici, energetiche, difensive).
L’Ariete governa la testa con i suoi sensi: vista, udito, olfatto. Questi stabiliscono il contatto con l’ambiente esterno e fungono da difesa immediata. Il Leone governa il cuore, muscolo-pompa. A seconda delle necessità il cuore pompa maggiori quantità di sangue per fornire la necessaria energia ai muscoli ed agli organi in caso di pericolo, per fronteggiare attacco e fuga. Il Sagittario governa il fegato e la muscolatura: entrambi i sistemi producono energia, movimento, calore (un numero di pianeti superiore a tre nei segni di fuoco indica che il soggetto ha un eccesso di energia). Il fuoco in eccesso, simbolicamente, brucia e consuma le energie prodotte dagli organi, oppure può indicare la tendenza allo spreco energetico. I segni d’Aria governano organi addetti al trasporto ed alla purificazione di materiale biologico. L’elemento aria simbolizza la rarefazione e la filtrazione degli elementi naturali, delle molecole organiche e dei sistemi fisiologici. L’elemento aria è caratterizzato da mobilità, velocità, fluidità (l’eccesso dei pianeti nei segni d’aria è indice di tendenza alle patologie degli organi emuntori: fegato, reni, polmoni, sistema nervoso, ma può anche indicare eccesso di mobilità, dispersione di forze).
I Gemelli corrispondono ai polmoni e simbolizzano il trasporto di gas: i polmoni filtrano il sangue purificandolo dal biossido di carbonio ed arricchendolo di ossigeno da trasportare ai tessuti. La Bilancia corrisponde ai reni che filtrano il sangue, dividendo le parti da espellere, attraverso l’urina, da quelle da riassorbire. Simbolizza il trasporto dei liquidi e ne regola la composizione elettrolitica. L’Acquario corrisponde al sistema nervoso il cui compito è di filtrare, attraverso i suoi circuiti neurali, gli stimoli e le sensazioni in arrivo ed in uscita dall’encefalo. Simbolizza il trasporto di impulsi nervosi.
I segni d’Acqua rappresentano la plasticità e l’evoluzione dei sistemi organici. L’elemento acqua simbolizza la creatività, l’accrescimento, lo sviluppo evolutivo della specie (molti pianeti in segni d’acqua segnalano eccesso di energie psicoemotive, rischio di inabilità psichica, patologie mentali e - dal punto di vista fisiologico - tendenza agli edemi, alla dilatazione ed alle infezioni). Il Cancro governa l’utero, il feto e lo stomaco. L’utero è per il feto la culla in cui cresce. Il liquido amniotico che lo protegge è simile alle acque dell’oceano primordiale in cui è nata la vita.
Lo stomaco è l’organo in cui vengono accumulati gli elementi vitali per essere digeriti. Il seno è la prima fonte fluida di nutrimento del neonato. In Scorpione gli organi escretori ed il sistema riproduttivo maschile simboleggiano l’acqua che fluisce all’esterno e che porta con sé i prodotti di rifiuto, il liquido seminale che partecipa alla spinta evolutiva della specie. I Pesci governano i piedi e la corteccia cerebrale: la massima espansione e plasticità è situata nelle circonvoluzioni e nelle funzioni psichiche del cervello umano (sensazioni, memoria, associazioni creative, amore, compassione, trascendenza).
Sabrina Parsi
Articolo pubblicato sul quotidiano “Italia Sera”
del 5 agosto 2003
I PIANETI E LE FUNZIONI ORGANICHE
Il significato simbolico dei pianeti (compresi il sole e la luna), che fanno parte del nostro universo, ha origine dalla mitologia greco-latina ed è per questo che hanno lo stesso nome degli dei che rappresentano. Il significato simbolico del sole e della luna risale alla notte dei tempi ed è patrimonio comune di tutte le civiltà: dall’Egitto alla Caldea, dagli Aztechi alla Cina. La luna, come derivazione del principio femminile, è l’archetipo della “Grande Madre”. Il sole, come archetipo divino e centro dell’uomo, è il nucleo vitale della personalità.
Mercurio nella mitologia greca era il messaggero degli dei (per questo ha assunto il significato di trasportatore e mediatore). Venere, dea della bellezza e dell’armonia, governa l’equilibrio e la fertilità. Marte, dio della guerra, governa la forza, le difese e l’aggressività. Giove, signore dell’Olimpo, simbolizza la magnificenza, l’espansione, l’abbondanza. Saturno o Kronos, dio del tempo, governa la conservazione, la concentrazione, il potere ed ha attributi inerenti al freddo ed alla privazione.
Urano, re dei cieli e sposo della Grande Terra Madre Gea, è il simbolo della forza di decisione e dell’elettricità, della limitazione improvvisa e dolorosa. Nettuno, (per i greci era Poseidone) il re dei mari, simbolizza le profondità psichiche dell’uomo, l’inconscio collettivo e soggettivo. Plutone, Plutos che per i greci diventa il simbolo della morte, collaboratore di Ades dio degli inferi, è anche signore della fecondità. Associate alle funzioni del corpo le energie planetarie hanno significati in analogia con quelli mitologici.
La luna governa, oltre alla maternità, tutte le funzioni cicliche del corpo ed i liquidi. Il sole, datore di vita ed energia, governa i ritmi, le pulsazioni, i sistemi fisiologici che governano ogni funzione. Mercurio governa gli enzimi, i mediatori, gli ormoni, i trasportatori, i riflessi nervosi. Venere governa la fertilità, l’umidità, i sistemi equilibratori del corpo. Marte simbolizza le difese organiche localizzate e generalizzate (la forza aggressiva contro il nemico). Giove diventa un fattore di crescita e di espansione e governa la contrattilità, l’elasticità, le riserve energetiche (zuccheri, lipidi).
Saturno governa la senescenza ed i processi involutivi, ma anche la selettività, l’ordine ed il rigore. Urano simbolizza la pressione, l’elettricità, le accelerazioni e la tecnica. Nettuno le mutazioni, le trasformazioni, l’inconscio. Plutone simbolizza il decadimento della materia, l’emissione di energia, le forze sotterranee. Nell’antichissima tradizione astrologica i pianeti governavano soltanto delle qualità o delle proprietà (freddo, caldo, secco, umido). Ma in seguito i testi astrologici cominciarono a dare indicazioni che si discostavano dalla tradizione tolemaica attribuendo ai pianeti anche determinate parti del corpo.
L’antica tradizione greco-latina nel suo “Tetrabiblos” riferisce che i pianeti, oltre ad essere emanatori di virtù o proprietà, indicano soprattutto le cause e la natura di tali malattie. Mentre i segni zodiacali, che comprendono la parte afflitta dell’orizzonte, indicano la parte del corpo che verrà colpita. Come la vita nell’universo è regolata da leggi, che hanno come scopo il mantenimento di un certo equilibrio, allo stesso modo si verificano processi evolutivi nel corpo umano. Infatti l’equilibrio dei sistemi fisiologici è determinato dal mantenimento delle leggi che ne assicurano l’armonia. Il concetto di armonia (che non si deve interpretare come ordine, bensì come lavoro in equilibrio con il sistema) è lo stesso che codifica il sistema zodiacale. Un tema di nascita disarmonico si vede alla prima occhiata perché mostra un eccesso di aspetti dello stesso tipo tra pianeti (troppe quadrature, trigoni, opposizioni oppure un eccesso di congiunzioni).
Per esempio un eccesso di trigoni significa instabilità sia fisiologica che psichica. Un eccesso di quadrati significa blocco e difficoltà della circolazione delle energie sia corporee che psichiche. Un eccesso di congiunzioni significa dispersività delle energie o sovraccarico nel caso i pianeti siano affini. Un eccesso di opposizioni significa vulnerabilità ai transiti planetari (continue variazioni dell’equilibrio ormonale). In ogni tema di nascita esiste un punto più sensibile degli altri e perciò più vulnerabile ai transiti planetari.
Un tema di nascita è, invece, equilibrato quando c’è una giusta dose di aspetti negativi e positivi, quando si hanno pianeti in domicilio e poche o nessuna congiunzione o opposizione conflittuale. A volte si possono verificare delle mutazioni: è per questo motivo che il tema natale va considerato come un organismo vivente e, come tale, non è statico bensì in continuo mutamento. Le trasformazioni a cui è soggetto dipendono, infatti, dal continuo fluire energetico dei transiti planetari, anche se l’origine della patologia va sempre cercata soprattutto nel tema di nascita piuttosto che nell’analisi dei transiti.
Questa ottica trae origine dal nuovo concetto di malattia (modificato in questi ultimi decenni) in cui si afferma che l’uomo viene colpito da batteri, virus o da malattie a causa del suo terreno personale (le cellule).
Sabrina Parsi
Articolo pubblicato sul quotidiano “Italia Sera”
del 14 ottobre 2003
LA VITA E’ UN PROCESSO ALCHEMICO: L’UOMO E’ ALCHIMISTA E PIETRA FILOSOFALE
Per molti l’alchimista è un personaggio dei tempi passati. Generalmente si immagina molto vecchio, del tutto solitario, curvo sul fuoco di un fornello, che trascorre le notti inseguendo i suoi sogni irrealizzabili: trasformare il piombo in oro. Si ritiene infatti che dedicasse tutta la sua esistenza ad un unico scopo venale.
Gli antichi scritti lasciati dagli alchimisti sono numerosi ma volutamente oscuri per conservarne il segreto: oltre a descrivere la tecnica, sono ricchi di una poesia e di un simbolismo di alto livello. La stessa terminologia alchimistica possiede ugualmente un senso simbolico. L’oro, ad esempio, rappresenta una perfezione spirituale che si può ottenere attraverso un processo trasformativo continuo dello stesso alchimista. La pietra filosofale rappresenta l’uomo purificato e trasformato.
In realtà esistono gli alchimisti contemporanei (giovani e meno giovani): considerano che il potere dello spirito sulla materia sia totale e che vi sia un’interazione permanente tra lo spirito contenuto nelle sostanze manipolate e lo spirito racchiuso nel corpo dell’alchimista.
In sostanza l’alchimia ci conduce ad alcune concezioni moderne riguardanti la materia. Albert Einstein, con la teoria fisica dei quanti, ha dimostrato che la materia solida consiste principalmente in uno spazio vuoto attraversato da un flusso di energia di cui l’uomo fa parte. Ha inoltre sperimentato che, quando si osservano i modelli di energia ridotti in minuscole parti (particelle elementari), l’atto stesso di osservare altera i risultati: come se il loro comportamento subisse l’influenza delle aspettative di chi compie l’esperimento.
In altre parole la materia basilare dell’universo, il suo stesso centro, si presenta come energia pura che si piega alle intenzioni umane. Queste nuove concezioni della scienza moderna, le cui radici affondano nell’antica tradizione alchemica, hanno deviato il cammino dell’umanità verso una concezione unificatrice dell’universo e dell’uomo.
In molte concezioni moderne si sta sempre più sviluppando l’idea di un universo spirituale orientando la ricerca, sempre più approfondita, verso l’uomo. L’uomo è sempre più malato ed in solitudine perché il fondamento della sua educazione si basa su una psicologia sorpassata. E’ necessario che ogni individuo avvii un percorso interiore che gli consenta di ripercorrere tutte le fasi evolutive della sua crescita per ricreare l’unità in se stesso e ristabilire un legame autentico con gli uomini e con l’universo.
“La profezia di Celestino”, il libro più venduto nel mondo, rappresenta il percorso che conduce il protagonista alla scoperta delle nove illuminazioni ( processo di individuazione delineato da Carl Gustav Jung). Anche in “Celestino” si possono riscontrare le tre fasi caratteristiche del percorso alchemico: la nigredo che rappresenta la fase iniziale (cioè la messa in discussione delle convinzioni su di sé e sul mondo e la presa di consapevolezza dell’ombra); la albedo (apertura della percezione a nuove realtà, presa di consapevolezza dello spirito, la luce); ed infine la rubedo (sintesi finale tra ombra e luce).
James Redfield con “La profezia di Celestino” e Carol Adrienne, coautrice dei best-seller “Guida alla profezia di Celestino” e “Guida alla decima illuminazione” - come Carl Gustav Jung - si ricollegano ad antiche verità di archetipi e di simbolismi che risuonano nella profondità dei nostri mondi interiori.
Sabrina Parsi
Articolo pubblicato sul quotidiano “Italia Sera”
del 11 novembre 2003
IL PROCESSO DI AUTOGUARIGIONE
La maggior parte delle persone ignora che l’uomo è un essere multidimensionale per cui, in caso di malattia, si preoccupa solo di curare la disarmonia più tangibile ed ovvia cioè quella fisica. Infatti si ignora che la causa delle malattie si trova nei disturbi mentali, emozionali e nella cecità spirituale rispetto al significato della vita.
Pertanto la guarigione si realizza: con la risoluzione dei mali fisici, attraverso la trasformazione dei mali mentali ed emotivi (la paura, l’irascibilità, le cattive abitudini, la coscienza dell’insuccesso, la mancanza d’iniziativa e di fiducia, ecc.), la guarigione dei mali spirituali (l’indifferenza, la mancanza di uno scopo preciso, l’orgoglio ed il dogmatismointellettuale, lo scetticismo, la tendenza ad accontentarsi dell’aspetto materiale dell’esistenza, l’ignoranza delle leggi che regolano la vita e l’ignoranza del divino insito nell’uomo stesso).
E’ di estrema importanza impegnarsi a prevenire, oltre che a guarire, i mali fisici: seguire giuste norme dietetiche non solo dal punto di vista quantitativo ma soprattutto qualitativo, seguire un’igiene mentale, impedire al corpo di deperire, acquisire tecniche (yoga, qi gong, meditazione, visualizzazione) che consentano al corpo di assimilare un quantitativo ottimale di flusso vitale e mantenere un buon livello di energia fisica.
Inoltre occorre risparmiare al cuore un lavoro eccessivo (paura e collera lo mettono a dura prova). Molti ritengono che il cuore riposi durante la fase di espansione o diastole (la cui durata è di circa nove ore su ventiquattro in tutta la giornata). Ma non si tratta di un vero e proprio riposo in quanto rappresenta una preparazione al movimento di contrazione o sistole. Le vibrazioni causate da questa seconda fase si propagano durante il rilassamento attraverso i tessuti del cuore: il muscolo cardiaco quindi non riposa ed impiega energia sia di giorno che di notte.
Per conservare una buona salute, per esempio, è importante regolare coscientemente il battito cardiaco (è uno degli aspetti della disciplina dello yoga) . La prevenzione dei mali mentali ed emozionali consiste nel liberare la mente da tutti i pensieri che possono turbarla sostituendoli con pensieri d’amore e di gioia. E’ fondamentale comprendere la superiorità della cura mentale sui metodi fisici di cura: le cattive abitudini rendono la vita infelice.
La prevenzione dei mali spirituali consiste nel liberarsi dei concetti limitanti di morte. Il corpo (materia) è la vibrazione più densa dello spirito (coscienza cosmica) che si manifesta sul piano materiale e quindi rappresenta il suo stato oggettivo. La coscienza (stato soggettivo) è la vibrazione più sottile dello spirito presente in tutte le forme create. Quindi la differenza tra materia e spirito consiste nel diverso ritmo vibratorio e la coscienza dell’infermità, del deperimento e della morte va sostituita: con la comprensione scientifica delle leggi basilari che unificano materia e Spirito, e considerano la materia manifestazione dello spirito che si esprime attraverso frequenze più basse.
La scienza ha dimostrato che una particella di materia o un’onda di energia sono indistruttibili come l’anima (l’essenza spirituale dell’uomo). La materia è sottoposta a cambiamenti come l’anima che è sottoposta ad esperienze mutevoli: il mutamento radicale viene chiamato morte (consiste in un cambiamento di forma ma non muta e non distrugge l’essenza spirituale). Per questi motivi è importante applicare nella vita quotidiana le esperienze di pace e di equilibrio ricavate da pratiche di meditazione e di concentrazione.
E’ importante conservare il proprio equilibrio anche quando le circostanze sono avverse: non abbandonarsi ad emozioni violente e non lasciarsi scuotere dai cambiamenti della sorte. Generalmente si è portati a considerare che le origini delle malattie abbiano delle cause esterne “materiali” (sono poche le persone che si rendono conto che la malattia insorge quando l’energia vitale è inattiva). Quando i tessuti o le cellule sono seriamente compromessi il flusso vitale, di cui sono i veicoli, non scorre creando i presupposti per contrarre una malattia.
Le medicine e tutte le terapie che agiscono dall’esterno sono di aiuto in quanto stimolano il tessuto cellulare rendendolo idoneo al passaggio del flusso vitale in grado di mantenere e riparare il nostro essere. Le medicine ed il cibo esplicano un’azione specifica sul sangue e sui tessuti ma è determinante aiutare l’energia vitale a riprendere dall’interno la sua azione risanante. Per questo motivo la cura mentale risulta superiore ad ogni metodo di cura fisica in quanto la volontà, l’immaginazione, la fede e la ragione sono stati di coscienza che operano effettivamente dall’interno, forniscono la forza motrice che stimola il flusso vitale e determinano il buon esito di una cura.
L’autosuggestione e le affermazioni contribuiscono infatti a stimolare il flusso vitale ed a raggiungere la supercoscienza che consente all’uomo la comprensione che “materia e spirito” appartengono ad un’unità inseparabile e conseguentemente a risolvere tutti i problemi di disarmonia. Il flusso vitale è la sottile vibrazione della corrente cosmica contenuta nella densa vibrazione della materia corporea. Entrambe sono permeate dalle sottili vibrazioni della coscienza: non percepibili da strumenti materiali poiché la comunicazione avviene solamente da una coscienza ad un’altra.
Le vibrazioni emanate dagli esseri umani, relative al proprio stato di coscienza, si esprimono con le parole, azioni, sguardi, gesti, con il silenzio, ed altri atteggiamenti. Ogni uomo è contraddistinto dalla sua frequenza vibratoria che interagisce sulle persone e sulle cose. La vibrazione più sottile dell’uomo è il pensiero: per esempio ogni stanza è permeata dalla vibrazione-pensiero di chi la abita.
La separazione della coscienza umana (soggetta al mutamento ed alle limitazioni) da quella cosmica (libera da ogni restrizione) rende l’uomo vittima della legge della dualità e degli opposti: corpo e mente, malattia e salute, morte e vita, gioie e tristezze, ecc. Pertanto per liberare la coscienza umana è necessario addestrarla attraverso lo studio delle affermazioni, della concentrazione e della meditazione. In questo modo l’attenzione della coscienza stessa viene distolta dalle vibrazioni della pesantezza corporea, dall’incessante fluttuare del pensiero e del sentimento, iniziando a percepire le vibrazioni più sottili e stabili del flusso vitale e degli stati mentali superiori. Queste tecniche conducono l’essere umano verso una nuova comprensione: a non dipendere passivamente dalle medicine e da altri aiuti esterni ma ad affidarsi sempre di più anche al potere divino insito nell’uomo.
Sabrina Parsi
Articolo pubblicato sul quotidiano “Italia Sera”
del 11 novembre 2003
IL POTERE DELL’ AFFERMAZIONE
Il processo scaturito dalle affermazioni è paragonabile a quello della crescita di una pianta: si realizza fra il momento in cui si pianta il seme (l’affermazione) ed il momento del raccolto (la realizzazione oggettiva dell’affermazione). Il seme dell’affermazione deve essere vivo e senza difetti (il dubbio, l’inquietudine, la disattenzione), il terreno su cui viene seminato (mente e cuore) viene sostenuto dalla concentrazione ed annaffiato con ripetizioni profonde e genuine rinforzate da una fede illimitata.
E’ importante evitare la ripetizione meccanica e pronunciare con fermezza, intensità e sincerità fino a raggiungere un tale grado di forza cha un solo unico energico impulso interiore basterà a trasformare le cellule del corpo ed a indurre l’anima a compiere la realizzazione del problema. La recitazione continua si evolve attraverso cinque stadi: cosciente ad alta voce, sussurrata, mentale, subconscia, supercosciente. La recitazione supercosciente consiste nel riuscire a tenere ininterrottamente l’attenzione sulla vibrazione cosmica (Amen o OM).
Nel passare da uno stadio all’altro della recitazione occorre cambiare anche l’atteggiamento mentale: più profondo e più raccolto. La mente entrerà in uno stadio di estrema consapevolezza: non in uno stadio di incoscienza, di disattenzione o di sonnolenza, bensì in una condizione in cui l’attenzione è fermamente concentrata su quell’unico pensiero centrale al punto tale che tutti i pensieri vengono sommersi. I tre centri fisiologici su cui fissare l’attenzione durante le affermazioni sono: fra le sopracciglia quando si fa leva sulla volontà, sul midollo allungato quando si fa leva sul ragionamento, sul cuore quando le affermazioni poggiano sul sentimento.
Le affermazioni sono dichiarazioni che fanno emergere poteri che vanno oltre la nostra comprensione cosciente e vanno scritte e pronunciate al tempo presente. Ciò non significa negare una realtà piuttosto uno strumento per creare un tempo-presente parallelo nella propria coscienza. L’affermazione rappresenta realmente un cambiamento interiore piuttosto che nel mondo esterno ed è anche una dichiarazione di un’intenzione di cambiare il modo personale di funzionare verso una via positiva.
Perché il cambiamento sia salutare è opportuno comprendere che la salute è data dall’integrazione di corpo, mente, anima e cuore (la parola sano è sinonimo di completezza). Inoltre le affermazioni conducono verso la realizzazione dell’autonomia personale, alla capacità di controllare il proprio destino, a non dipendere più dagli altri. E’ opportuno comunque chiedersi se si vuole realmente questo cambiamento.
C’è un vecchio detto: “sii prudente quando chiedi. Potrebbe avvenire” Alcune volte dobbiamo guardarci dentro profondamente per sapere quanto siamo timorosi delle nostre stesse potenzialità. Questa paura affonda le radici negli instancabili tentativi di omologarci ai modelli di “normalità” che la società ci pone davanti livellandoci verso il più basso denominatore comune.
Attraverso l’acquisizione della consapevolezza l’essere umano evolve, prende coraggio e spirito di avventura. Come in tutte le avventure ci possono essere degli imprevisti. Ma la pratica regolare, disciplinata, costruisce una base di supporto e di sicurezza.