La parola rabdomanzia (sostituita nel secolo scorso con radioestesia) si riferisce all’arte dei rabdomanti praticata fin dai tempi più antichi: camminando lentamente con un rametto biforcuto in mano riuscivano ad individuare vene d’acqua sotterranee o depositi di petrolio. Oggi gli studiosi della geobiologia hanno, invece, messo a punto un’apparecchiatura che riesce a registrare le variazioni nella conducibilità elettrica della pelle, causate dal passaggio delle correnti di elettricità generate dai corsi d’acqua sotterranei. I radioestesisti possiedono la capacità di percepire le onde elettromagnetiche che vengono generate in profondità (onde telluriche) dai corsi d’acqua o dalle fratture negli strati del sottosuolo.
Lo studio di questi fenomeni è finalizzato ad individuare le “zone a rischio”: chi vi soggiorna per lunghi periodi di tempo può sviluppare malattie anche molto gravi. Agli inizi degli anni settanta Ernst Hartmann, docente presso l’Università tedesca di Heidelberg, a seguito di numerose rilevazioni condotte sulla popolazione della sua città, giunse alla conclusione che molte malattie psichiche e fisiche non avevano una causa organica o psicologica precisa ma erano dovute unicamente al luogo in cui abitualmente si dorme o si lavora.
Dopo laboriose ricerche Hartmann riuscì ad individuare sulla superficie terrestre una rete di perturbazioni elettromagnetiche che formano una griglia (rete H) - distribuita su tutto il territorio del pianeta - la cui influenza, oltre a manifestarsi a pochi metri di distanza dal suolo, si estende verticalmente attraverso tutta l’atmosfera terrestre.
Le dimensioni dei riquadri della rete variano: diventano più lunghi e stretti man mano che si avvicinano ai poli e possono subire deformazioni più o meno accentuate a causa delle irregolarità del terreno e dell’influsso di altri campi magnetici di origine sia umana che terrestre. L’intensità del campo magnetico è pressoché nullo all’interno dei riquadri della rete mentre aumenta sulle bande che delimitano i riquadri raggiungendo il massimo dell’intensità nei punti di incrocio. Le ricerche condotte da Hartmann e dai suoi collaboratori hanno inoltre rilevato che - se i nodi della rete H si sovrappongono su un punto dove passa un corso d’acqua sotterraneo oppure dove nel sottosuolo è presente una faglia o una vena di minerali - gli effetti negativi del punto vengono moltiplicati.
Lo studioso tedesco Robert Endros ha studiato quattrocento casi di persone colpite da tumore il cui letto (dove si trascorre un terzo della propria vita) era posto sopra uno degli incroci della rete H. Jean Picard di Moulins, nel 1968 in Francia, presentò una relazione (grazie all’intervento dell’Istituto di Geobiologia) in cui dimostrava che la causa di decesso per tumore di alcuni inquilini di uno stesso palazzo era dovuta alla posizione dei letti su un punto “geopatogeno”.
Se si accettano le prove addotte dai geobiologi è logico controllare la posizione del letto (spesso è sufficiente spostarlo di un metro) per non incorrere nel rischio di sviluppare una malattia o comunque di accusare insonnia, malessere e nervosismo in genere. A tale proposito è importante sottolineare che gli effetti della rete H sono più accentuati durante il sonno in quanto l’organismo abbassa notevolmente le proprie difese. Anche le insonnie dei neonati possono derivare dal fatto che la culla è situata su un nodo della rete H.
Anche Karl Bachler dell’Istituto Pedagogico presso l’Università di Salisburgo (Austria) nel corso di trent’anni di insegnamento aveva verificato che, quando l’alunno si trovava su un nodo, accusava difficoltà di concentrazione e produceva un lavoro scolastico mediocre. Persino alcuni incidenti stradali automobilistici “inspiegabili” vengono fatti risalire all’influenza dei campi elettromagnetici della terra. Si tratta di scontri frontali che si verificano sempre nelle stesse zone, su strade rettilinee, durante momenti di traffico leggero (il conducente manifesta riflessi tardivi e comportamenti stranoidi).
Sabrina Parsi
Articolo pubblicato sul quotidiano “Italia Sera” del 4 maggio 2004 L’arte della rabdomanzia assume oggiuna veste scientifica: la geobiologiaIl Centro di Ricerche Geobiologiche di Eberbachin Germania ha dimostrato come le onde telluriche producano variazioni sull’organismo. La parola rabdomanzia (sostituita nel secolo scorso con radioestesia) si riferisce all’arte dei rabdomanti praticata fin dai tempi più antichi: camminando lentamentecon un rametto biforcuto in mano riuscivano ad individuare vene d’acqua sotterranee o depositi di petrolio. Oggigli studiosi della geobiologia hanno, invece, messo a punto un’apparecchiatura che riesce a registrare le variazioni nella conducibilità elettrica della pelle, causate dal passaggio delle correnti di elettricità generate dai corsi d’acqua sotterranei. I radioestesisti possiedono la capacità di percepire le onde elettromagnetiche che vengono generate in profondità (onde telluriche) dai corsi d’acqua o dalle fratture negli strati del sottosuolo.Lo studio di questi fenomeni è finalizzato adindividuare le “zone a rischio”: chi vi soggiorna per lunghi periodi di tempo può sviluppare malattie anche molto gravi.Agli inizi degli anni settanta Ernst Hartmann, docente presso l’Università tedesca di Heidelberg, a seguito di numerose rilevazioni condotte sulla popolazione della sua città, giunse alla conclusione che molte malattie psichiche e fisiche non avevano una causa organica o psicologica precisa ma erano dovute unicamente al luogo in cui abitualmente si dorme o si lavora.Dopo laboriose ricerche Hartmann riuscì ad individuare sulla superficie terrestre una rete di perturbazioni elettromagnetiche che formano una griglia (rete H) - distribuita su tutto il territorio del pianeta - la cui influenza, oltre a manifestarsi a pochi metri di distanza dal suolo, si estende verticalmente attraverso tutta l’atmosfera terrestre.Le dimensioni dei riquadri della rete variano: diventano più lunghi e stretti man mano che si avvicinano ai poli e possono subire deformazioni più o meno accentuate a causa delle irregolarità del terreno e dell’influsso di altri campi magnetici di origine sia umana che terrestre. L’intensità del campo magnetico è pressoché nullo all’interno dei riquadri della rete mentre aumenta sulle bande che delimitano i riquadri raggiungendo il massimo dell’intensità nei punti di incrocio. Le ricerche condotte da Hartmann e dai suoi collaboratori hanno inoltre rilevato che - se i nodi della rete H si sovrappongono su un punto dove passa un corso d’acqua sotterraneo oppure dove nel sottosuolo è presente una faglia o una vena di minerali - gli effetti negativi del punto vengono moltiplicati.Lo studioso tedesco Robert Endros ha studiato quattrocento casi di persone colpite da tumoreil cuiletto (dove si trascorre un terzo della propria vita) era posto sopra uno degli incroci della rete H. Jean Picard di Moulins, nel 1968 in Francia, presentò una relazione(grazie all’intervento dell’Istituto di Geobiologia) in cui dimostrava che la causa di decesso per tumore di alcuni inquilini di uno stesso palazzo era dovutaalla posizione dei letti su un punto “geopatogeno”.Se si accettano le prove addotte dai geobiologi è logico controllare la posizione del letto (spesso è sufficiente spostarlo di un metro) per non incorrere nel rischio di sviluppare una malattia o comunque di accusare insonnia, malessere e nervosismo in genere.A tale proposito èimportante sottolineare che gli effetti della rete H sono più accentuati durante il sonno in quanto l’organismo abbassa notevolmente le proprie difese. Anche le insonnie dei neonati possono derivare dal fatto che la culla è situata su un nodo della rete H.Anche Karl Bachler dell’Istituto Pedagogico presso l’Università di Salisburgo (Austria) nel corso di trent’anni di insegnamento aveva verificato che, quando l’alunno si trovava su un nodo, accusava difficoltà di concentrazione e produceva un lavoro scolastico mediocre. Persino alcuni incidenti stradali automobilistici “inspiegabili” vengono fatti risalire all’influenza dei campi elettromagnetici della terra. Si tratta di scontri frontali che si verificano sempre nelle stesse zone, su strade rettilinee, durante momenti di traffico leggero (il conducente manifesta riflessi tardivi e comportamenti stranoidi).