Cerrar bloque  Psicologia umanistica e transpersonale
PSICOLOGIA  UMANISTICA Articolo pubblicato sul quotidiano “Italia Sera” del 5 ottobre 2004  La psicologia umanistica per migliorare la qualità della vita    Stiamo vivendo un’epoca di transizione caratterizzata principalmente da violenze, crisi, separatismi. I valori ed i principi di riferimento sono in continuo mutamento e l’umanità sembra si stia dirigendo verso una progressiva trasformazione. I luoghi comuni, i criteri di valutazione tradizionali, le ipocrisie, le superstizioni che regolano da sempre l’esistenza umana perdono di consistenza nel tempo per fare posto ad un  nuovo sistema. Anche per la psicologia  - che propone un modello di impostazione esistenziale basato su principi statici (riuscita/fallimento, meriti/demeriti, ecc.) - è tempo che si adegui alle scoperte di molti psicologi evolutivi più concentrati sul potenziale di crescita umano che sulle sue invalidità.  Sono in molti gli psicologi che, ancora oggi, si limitano allo studio di certi comportamenti oppure preferiscono rivolgere l’analisi sulle relazioni o sull’inconscio. Fanno riferimento a teorie secondo le quali il comportamento deriva soprattutto da paure e desideri inconsci, dalle esperienze infantili, dalle pressioni sociali e dalle influenze ambientali. La psicologia umanistica, invece, mentre riconosce l’influenza esercitata su ciascun individuo dal proprio carattere, dalla famiglia di origine, dalla società e dall’ambiente in cui vive, asserisce  comunque che ciascuno è responsabile delle proprie scelte e reazioni e delle decisioni relative alla propria vita: la forza propulsiva più importante che si cela dietro al comportamento è la crescita individuale o, come viene anche definita, “l’autorealizzazione”.Per questo la psicologia umanistica si prefigge l’obiettivo di aiutare a raggiungere questo obiettivo concentrandosi sul benessere generale: analizza la società per individuarne gli effetti sulla persona ed i criteri di reazione alle  pressioni sociali. Le terapie umanistiche si concentrano sui problemi correnti e sulle sensazioni individuali evitando spiegazioni sulle esperienze infantili o sui motivi interiori. Cercano di trovare una spiegazione oggettiva riferita al comportamento per sviluppare l’autocoscienza e la capacità di comunicare al fine di realizzare un atteggiamento più positivo nei riguardi della vita.Gli psicologi umanistici si rifanno a teorie diverse, ma tutte si basano sulla convinzione che a muovere i fili della vita di ciascuno  sia la libertà individuale. Ogni individuo è diverso dall’altro e deve pertanto essere in grado di accettare le responsabilità che derivano dalle proprie azioni e dai propri comportamenti indipendentemente dalle influenze. Gli psicologi umanistici ritengono l’approccio psicanalitico e comportamentale riduttivo e limitativo rispetto la natura umana: rappresentano l’individuo come una vittima indifesa dei propri istinti interiori o delle circostanze esterne.I due maggiori esponenti della psicologia umanistica sono Carl Rogers (1902/1987) e Abraham Maslow (1908/1970). Rogers (pioniere del metodo conosciuto e molto diffuso in Inghiltera con il termine counseling) riteneva che i problemi sorgessero quando il paziente perdeva il contatto con il proprio “io” a causa delle interferenze di altri (soprattutto durante l’infanzia) la cui approvazione ed il cui affetto diventavano condizionanti: “ti vorrò bene solo se sarai bravo!” Rogers era dell’opinione che l’individuo che cercasse di non deludere questa aspettativa potesse essere vittima di un senso di fallimento che avrebbe provocato problemi psicologici  a lungo termine.Il metodo si diffuse con il nome di “terapia rogeriana” il cui scopo consisteva nell’aiutare gli individui a divenire più indipendenti dal giudizio altrui, a riacquistare la fiducia in sè stessi e ad assumersi le proprie responsabilità. Non si tratta assolutamente di un atteggiamento egoistico, in quanto la stima di sé sviluppata in ciascun individuo lo può spingere maggiormente verso gli altri migliorando le relazioni interpersonali con i singoli e con la comunità.Abraham Maslow individuò le caratteristiche necessarie per diventare più maturi, soddisfatti e realizzati ed evidenziò in un elenco le necessità umane: biologiche (bisogno di cibo e di calore), psicologiche (bisogno di amore e sicurezza), autodeterminazione e crescita personale. Maslow stabilì, nell’approfondire i suoi studi e le sue ricerche, che solo la realizzazione e l’integrazione di tutti questi bisogni avrebbero consentito il soddisfacimento ed il mantenimento armonico di tutti gli aspetti della personalità.Inoltre, attraverso lo studio di personaggi pubblici di successo, elaborò l’identikit   di una personalità soddisfatta di sé definendone le caratteristiche ed i modelli di comportamento associati con essa. Maslow aveva una visione ottimistica della natura umana: considerava le persone “naturalmente” socievoli e disponibili i cui comportamenti distruttivi ed antisociali insorgevano a causa dell’incapacità di  soddisfare le loro necessità di base. Sono queste le motivazioni di fondo che ispirano  i vari tipi di terapia umanistica. Hanno in comune lo scopo di aiutare coloro che sono infelici per il modo in cui vivono la propria esistenza e di incoraggiarli ad effettuare dei cambiamenti per migliorare la qualità della vita. Capire la visione che ognuno ha realmente di sè stesso ed  acquisire fiducia nelle proprie capacità consentono di far collimare  l’immagine di sé con il modello che si intende  adottare ed acquisire modalità di comportamento adeguate per confrontarsi, in modo soddisfacente,  con la realtà oggettiva. In questo modo si è in grado di  mettere  in discussione le discrepanze che si manifestano fra il modo in cui ci si sente  e come  si viene visti dagli altri. Per esempio sono molto frequenti casi di persone che, nonostante abbiano una buona posizione professionale, continuano ad avere una scarsa fiducia in sè stessi. Una terapia con un’impostazione di tipo umanistico risulta efficace nei confronti di tutti ed è alternativa per coloro che hanno problemi nella sfera emotiva e non intendono affrontarla  scavando nelle complesse esperienze infantili. Inoltre è valida per tutti coloro che hanno la sensazione di non reagire adeguatamente alle circostanze oppure che hanno problemi nella vita quotidiana, nei rapporti interpersonali, o per quelli che desiderano semplicemente ottenere di più dalla vita e che credono di avere perso di vista gli obiettivi che desideravano raggiungere.                                                                                                                                         Sabrina Parsi    PSICOLOGIA UMANISTICA E TRANSPERSONALE Articolo pubblicato sul quotidiano “Italia Sera” del 4 gennaio 2005 Filosofia e psicologia del benessere:  le terapie del terzo millennio Il raggiungimento ed il mantenimento del proprio benessere fanno parte di un processo molto complesso. Richiedono un’attenzione costante ed un impegno consapevole nei confronti delle diverse realtà che compongono l’esistenza umana: l’alimentazione, i pensieri negativi che avvelenano il corpo e la  mente, l’attività fisica, i nostri obiettivi di vita.   Le ricerche della scienza moderna e le numerose  iniziative promosse  per la  diffusione di esperienze e conoscenze rivolte ad elevare la consapevolezza umana (mesmerismo ed ipnosi, la psichiatria dinamica, la ricerca sulla visualizzazione, sulla meditazione, l’educazione somatica, la psicologia umanistica e transpersonale, gli studi comparati di esperienze straordinarie che mettono in evidenza un potenziale umano ancora inespresso, il recupero di antiche tradizioni di saggezza, le terapie energetiche, ecc. ) orientano l’uomo verso  una visione  più evoluta e più consapevole di benessere.La realizzazione ed il mantenimento di una migliore qualità della vita richiedono un approccio più olistico della realtà: soggettivo ed oggettivo, interno ed esterno, interiore ed esteriore. Da recenti sondaggi (in una fascia di età che va dai 18 ai 75anni ed appartenenti a ceti diversi) si evidenzia una crescente attenzione al raggiungimento di un  benessere psico-fisico attraverso la pratica di attività fisiche, alimentazione biologica, brevi ma ripetuti periodi di vacanza durante  l’arco dell’anno (con un particolare interesse ai centri di benessere) al fine di sfuggire lo stress quotidiano. Ma poichè il benessere dipende da una varietà di fattori (fisici, emozionali, mentali e spirituali) non si può vivere l’illusione di raggiungerlo attraverso  uno o più viaggi o  un centro benessere o  una beauty-farm  o quant’altro.A tale proposito il dott. Luigi Mastronardi  - psicologo e psicoterapeuta, esperto in psicologia del benessere - da ventisei anni studia il rapporto mente-corpo ed  ha realizzato un modello di intervento psicologico nei centri benessere: “E’ fondamentale - nell’ottica di una visione complessa del benessere come equilibrio psicofisico - anche all’interno di tutti quei contesti in cui le persone si recano perché spinte da un disagio, magari avvertito come fisico (tensione muscolare, problemi di alimentazione o di soprappeso, insonnia, ecc.) ma che ovviamente solo fisico non è. Afferma  il dott. Luigi Mastronardi  nel protocollo “Mastronardi/Coda”. “Basti pensare al nostro comportamento alimentare in situazione di stress e di tensione: se ci sentiamo nervosi ed agitati non ci sono consigli del dietologo che tengano. Lo stesso dicasi per la tensione muscolare: ben vengano i massaggi, ma è fondamentale imparare a reagire alle situazioni quotidiane con atteggiamento diverso dalla contrazione muscolare.  Il ruolo dello psicologo in un centro che si occupi del benessere della persona è appunto quello di aiutare le persone a conquistare un benessere a lungo termine, imparando a gestire tutte quelle situazioni di vita che sono fonte di stress, tensione e di comportamenti che creano “malessere” in noi e nelle persone che ci sono vicine. Inoltre lo psicologo aiuta la persona a focalizzare la sua attenzione e le sue energie sugli obiettivi che intende raggiungere  e su come possa fare a mantenerli”. Tuttavia molti disagi curati dalla psicologia nascono dalle difficoltà di dare un senso alla propria vita o da altri problemi di tipo esistenziale. Confrontarsi con il pensiero di grandi personaggi, per esempio, come Aristotele, Socrate, Platone, Buddha, Yogananda, Omraam Mikhael Aivanhov, Rudolf Steiner, e riflettere sui loro consigli e sulla loro visione della vita potrebbe essere sicuramente di grande utilità. A sostenerlo è anche lo studioso statunitense Lou Marinoff  - autore di libri come “Platone è meglio del Prozac” e “Le  pillole di Aristotele” (ed. Piemme) - uno dei primi “consulenti filosofici” professionisti che avvia una visione utilitaristica del pensiero filosofico mettendo a disposizione di chi ha turbe esistenziali il pensiero dei grandi del passato.Dall’intervista rilasciata da Lou Marinoff al giornalista Andrea Minoglio della rivista Focus   (ottobre 2003) abbiamo estrapolato alcuni passaggi significativi: D- “Quando ha iniziato a interessarsi di consulenza filosofica?”  R- “Sono stato guidato da idee filosofiche per tutta la vita, specialmente negli ultimi 35 anni. L’idea di usare la filosofia per aiutare gli altri, però, mi è venuta più o meno nel 1991 alla University of British Columbia. Con i miei colleghi che si occupavano di etica applicata, infatti, rilasciavo spesso dichiarazioni ai media sui vari temi del giorno (ambiente, medicina, economia, ecc.). Così lentamente le persone comuni hanno iniziato a telefonarci chiedendo di parlare con un filosofo dei loro problemi personali. Questo mi ha fatto capire che molti hanno problematiche cui gran parte  delle  psicoterapie esistenti non sanno andare incontro”. D- “Qual’è la differenza principale tra la consulenza filosofica e le terapie psicologiche tradizionali?” R- “Dipende da che cosa si intende per “tradizionali”. Terapia comportamentale? Clinica?  Esistenziale? Cognitiva? Buddista? In Gran Bretagna esistono più di trecento correnti psicologiche, tutte in disaccordo sugli aspetti basilari della natura umana e dell’esperienza. Ed in filosofia la situazione è ancora meno omogenea. Dal mio punto di vista molta psicologia attinge abbondantemente dalla filosofia, ma non sempre lo fa in modo consapevole, rigoroso e coerente. D’altro canto i filosofi usavano la filosofia come guida per la vita e, in origine, erano loro stessi psicologi, anche se molti hanno rinnegato questo ruolo. La grande differenza è che nel xx secolo la psicologia ha sposato troppo spesso un approccio pseudo-medico, guardando l’uomo come un animale fondamentalmente malato più di quanto non sia in realtà. La filosofia, invece, vede i problemi umani come normali e gli sforzi per risolverli come un tentativo salutare”. D- “Di solito chi richiede la sua consulenza?”  R- “Persone di ogni tipo, che svolgono qualsiasi professione, possono trarre benefici dalla filosofia. Ho consigliato studenti, professionisti, artisti, amministratori delegati, celebrità…. Almeno metà di loro ha avuto esperienza con altre forme di terapia. Gli altri invece non hanno mai voluto consultare analisti e psicologi ma sono felici di parlare con un filosofo. In generale, comunque, le persone hanno problemi relativi a significato, scopo e valore della vita. Offro anche servizi filosofici a governi, grandi compagnie ed altre organizzazioni. I loro problemi sono speculari a quelli individuali: conflitti di interesse, etica del lavoro e soprattutto moltissime difficoltà nell’armonizzare la diversità tra le persone”. E’ auspicabile, invece, che queste due realtà si integrino al fine di raggiungere un “autentico” equilibrio individuale e sociale e gettare le basi  per un modello esistenziale più evoluto. Ken Wilber (www.celestinian-center.com) psicologo e filosofo contemporaneo, è un autorevole rappresentante dell’integrazione di queste due realtà. Autore di numerose opere che includono sesso, ecologia, spiritualità: “Lo spettro della coscienza”, “Via dall’Eden”, “Una teoria del Tutto”. “Lo spettro della coscienza”, scritto quando aveva ventitre anni, lo rivelò come forse il più onnicomprensivo pensatore dei nostri tempi. Ha sviluppato una teoria del campo unificato della coscienza: una sintesi ed interpretazione delle più grandi tradizioni psicologiche, filosofiche e spirituali. Ken Wilber è la più valida e penetrante voce nell’attuale emergenza di una nuova visione del mondo. Autore della “Mappa della Coscienza”.Il pensiero di Ken Wilber ha raggiunto una capacità di sintesi che abbraccia molte discipline ed ambiti di ricerca. La sua genialità consiste soprattutto nell’aver elaborato un metodo ed un modello di conoscenza veramente olistico: riesce a tener conto delle inesauribili interrelazioni che collegano tutti gli aspetti dell’universo. Il lavoro di Ken Wilber consiste in un enorme sforzo di sintesi del sapere occidentale e della saggezza orientale (emerge in tutte le discipline e si fonda sulle teorie). Ha dato un nuovo impulso alla conoscenza fornendo nuove chiavi di interpretazione e comprensione del cosmo e dell’essere umano.L’opera di Wilber è un immenso contributo per favorire la comprensione e l’azione in qualsiasi campo si operi. E’ senz’altro un punto di riferimento imprescindibile per tutti quelli che si occupano della psiche e della coscienza, per tutti coloro che sono interessati alla conoscenza di sé e del mondo. Infatti, grazie  al suo metodo, abbiamo l’opportunità di sistemare concetti ed esperienze vissute che, non trovando una giusta collocazione in un modello coerente, entravano spesso in conflitto tra loro. In America la diffusione e l’utilizzazione delle sue teorie avviene anche in ambiti come la politica, l’educazione, la gestione delle imprese, la cooperazione con i paesi in via di sviluppo.  

                                                                                                             Sabrina Parsi

 

 


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